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日志


4月13日

14 aprile 2008

Ci siamo dopo una lunga ed estenuante campagna elettorale siamo arrivati al fine settimana decisivo o come mi piace chiamarlo, anche senza molta fantasia, il giorno dei giorni.

Il giorno in cui, mi auguro  citando Mario Adinolfi e parafrasando Liga,  l'Italia cambia finalmente e davvero,  il giorno in cui l'Italia della politica si priverà dei condizionamenti e dei ricatti di chi rappresenta poco o nulla, il giorno dell'Italia del futuro. "Siamo dentro al giorno dei giorni / fatto per vivere / il giorno dei giorni / tutto da fare / e niente da perdere / il giorno dei giorni / senza più limiti / il giorno dei giorni / attimi e secoli / lacrime e brividi". Lunedì notte so già con quale patos aspetterò i risultati e credo proprio di prevedere una difficilissima convivenza con il mio letto...

 
   
 
Non mi resta che augurare SERENO voto a tutti
4月10日

par condicio anche su youtube

Almeno i candidati dei due principali schieramenti hanno trovato chi li sponsorizza anche su yuotube :-)
voi quale delle due canzoni preferite .... dal punto squisitamente sonoro si intende
 
     
3月30日

La controriforma informatica

Vi propongo uno stralcio di articolo pubblicato da Repubblica che mi ha molto inquietato e che mi fa pensare che forse tra un pò uno delle grandi conquiste del 21 secolo sarà abbiurata...addio parole e pensieri in libertà... ma forse c'è ancora speranca :)
 
Da un paio di settimane la OpenNet Iniative ha dato alle stampe Access Denied, un volume edito dalla casa editrice del MIT, contenente i dati relativi alle ricerce effettuate nel 2006 in 41 paesi. I risultati non sono certo rassicuranti: "La censura su internet è in crescita sia da un punto di vista quantitativo che per sofisticazione," spiega Deibert. "Su 41 paesi in cui abbiamo condotto dei test, abbiamo riscontrato varie forme di censura in 26 paesi. Quando iniziammo il monitoraggio nel 2000 erano pochi i paesi a destare preoccupazioni: la Cina, l'Iran, l'Arabia Saudita e pochi altri. Negli ultimi anni la crescita è stata impressionante. Dal rapporto 2007 ci aspettiamo che siano una quarantina i paesi che esercitano varie forme di controllo sulla rete."
Quali sono gli stati in cui la censura è più diffusa?
"Nel rapporto 2006, abbiamo classificato alcuni paesi come censori "pervasivi" - il che significa che hanno bloccato la percentuale più alta di contenuti in tutte le categorie che abbiamo testato. In questa categoria rientrano Cina, Birmania, Vietnam, Tunisia, Iran e Siria. Seguono l'Uzbekistan, il Pakistan, l'Etiopia, l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi che bloccano una quantità "sostanziale" di contenuti".
Quali sono le tipologie di censura più frequenti?
"Abbiamo diviso il filtraggio di contenuti in quattro tipologie: la censura apertamente politica; quella sociale (contenuti legati alla sessualità, il gioco d'azzardo, il consumo di droghe e alcol, ecc.); la censura legata a conflitti armati regionali; e la censura relativa e specifici servizi internet come l'email, il web hosting, e i motori di ricerca. Ad esempio negli ultimi anni abbiamo notato una crescita della censura nel Voice Over IP e di servizi come YouTube. Inoltre le tecniche stesse di filtraggio variano da paese a paese".
Può fare un esempio?
"In alcuni paesi, come la Cina, il filtraggio viene implementato soprattutto a livello delle dorsali e dei gateway internazionali. In altri paesi il filtraggio avviene a livello dei singoli Internet Service Provider. Il che significa che la rete appare diversa a seconda del provider da cui ci si collega. Inoltre, in paesi come la Cina la richiesta di una pagina bloccata restituisce all'utente un semplice errore di time out. In altri casi, come in Arabia Saudita, il governo chiede al cittadino di compilare un form in cui può spiegare perché la pagina richiesta non dovrebbe essere bloccata".
Avete riscontrato una crescita della censura anche nelle cosiddette democrazie occidentali? Se sì, qual è la differenza con la censura nei paesi non democratici?
"Diversi paesi occidentali hanno iniziato a discutere il filtraggio dei contenuti in rete, in particolare in relazione a materiali legati allo sfruttamento sessuale dei minori o alla pornografia in rete. Tra questi vi sono Stati Uniti, Gran Bretagna, Norvegia, Danimarca, Canada e Australia. Poiché in questi paesi il filtraggio viene discusso a livello legislativo, non ci siamo concentrati molto su di loro, perché le eventuali tecniche di filtraggio adottate sono in gran parte trasparenti. Il discorso cambia notevolmente se ci si sposta nel settore commerciale. Ad esempio, esistono una serie di aziende nella California del Nord che si stanno specializzando nella produzione di software per il filtraggio selettivo di contenuti. Software che vengono rivenduti a paesi terzi come l'Iran, la Birmania e la Tunisia. Il problema è che questi software sono protetti da segreto industriale ed è quindi estremamente difficile per i cittadini sapere quali tipo di servizi e contenuti vengono filtrati, e perché. Bisogna inoltre considerare - e questa osservazione vale anche per i paesi democratici - che una volta che dei sistemi di filtraggio vengono installati la tentazione di usarli per scopi diversi da quelli dichiarati può essere molto forte".
Come fate a raccogliere i vostri dati? Qual è il modello organizzativo della OpenNet Initiative?
"La OpenNet Initiative si avvale del lavoro di circa ottanta operatori che combinano la ricerca contestuale sul campo con una serie di strumenti sofisticati di indagine sulle reti. Le quattro università che formano la partnership hanno diverse funzioni. Ad esempio l'Advance Network Research Group dell'università di Cambridge coordina la ricerca sul campo. Al Citizen Lab invece sviluppiamo gli strumenti di monitoraggio delle reti. Ci avvaliamo inoltre della collaborazione di circa ottanta Ong che sono fondamentali per capire i paesi che stiamo studiando, dalla lingua ai problemi politici a livello locale. A livello tecnico usiamo diversi strumenti di analisi, come il Traceroute, per capire come sono dislocati i filtri. Tuttavia, al di là del fatto che alcune di queste tecniche di monitoraggio sono discutibili da un punto di etico, anche da un punto di vista tecnico hanno un'efficacia limitata, soprattutto se le si usa solo remotamente. Per questo ci affidiamo a una serie di ricercatori che si trovano fisicamente nei paesi sotto osservazione. I ricercatori scaricano da internet o portano con se nei propri computer portatili delle applicazioni e le usano a livello locale collegandosi a internet da diversi provider. Le applicazioni creano degli elenchi di migliaia di URL e parole chiave, che vengono poi trasmesse a dei database situati al Citizen Lab di Toronto dove vengono analizzate e interpretate".
"In un certo senso - continua Deibert - la nostra struttura organizzativa è ricalcato sul modello dei servizi di intelligence nazionali: la divisione del settore tecnico e umano, la compartimentazione delle conoscenze, sono tutte misure che adottiamo per proteggere i nostri ricercatori, cioè coloro che corrono i rischi maggiori. In molti dei paesi che stiamo studiando questo tipo di operazioni sono classificate come spionaggio. Personalmente, trovandomi al vertice di questa operazione, non conosco l'identità di gran parte dei nostri ricercatori. Se volessimo descriverci in poche parole potremmo dire che la ONI è "un'operazione di contro-spionaggio globale della società civile"".
Nel dicembre 2006 il Citizen Lab ha rilasciato
Psiphon un software che consente ai navigatori di aggirare la censura nei paesi che bloccano l'accesso a determinati siti. Può spegarci come funziona?
"Psiphon si serve di Internet e delle reti sociali di amici, familiari e conoscenti distribuite 'a cavallo' di paesi in cui la rete è censurata e di paesi in cui non lo è. Il primo passo per rendere Psiphon operativo è che una persona residente in un paese in cui internet non è censurata scarichi il software e lo installi sul proprio computer, che diviene così un provider Psiphon. La persona in questione fa quindi pervenire le informazioni per connettersi al proprio nodo Psiphon a una ristretta cerchia di familiari, amici o colleghi residenti in un paese in cui la rete è censurata. Quando questi vogliono visualizzare dei contenuti bloccati si collegano con un nome utente e password al nodo-provider Psiphon, che li collega a sua volta all'informazione richiesta. Poiché l'intera transazione è crittata e il processo rimane privato, è difficile per le autorità individuare e bloccare i nodi Psiphon. Inoltre il protocollo utilizzato da Psiphon è l'Https che essendo in uso per le transazioni finanziarie non può essere bloccato indiscrinatamente dai provider.
...... continua (28 marzo 2008)
1月27日

Yad Vashem - יד ושם

Un simbolo che nessun essere umano avrebbe mai dovuto indossare  ma che può essere ora usato per non dimenticare ....
 
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 "concederò nella mia casa e dentro le mie mura un memoriale e un nome ... darò loro un nome eterno che non sarà mai cancellato" libro di Isaia 56:5.
 
 
 
1月25日

Cambiano gli anni ma le abitudini restano

Eriadam ha riassunto completamente il mio stato d'animo in questo momento e mi ha fatto scoprire una canzone che ignoravo totalmente (non sono un grande esperto di musica)
 
Governo
1月19日

Provocazione...per una Campania pulita

Pulci20-20Il20Pulciaro20Vignetta20n
 
Avviso rivolto a tutti i NON Campano AIUTACI partecipa anche tu alla campagna di DISASTRO ecologico tuttora in atto
 
 
 
12月19日

Contento a metà

Oggi dovrebbe essere una data storica per la prima volta le Nazioni Unite hanno preso posizione sull’annosa questione della pena di Morte. Mai prima di adesso si è riusciti ad approvare una risoluzione che condanna tale pratica in maniera netta e inequivocabile. Tuttavia non riesco ad essere contento dell’accaduto. Forse vedo il bicchiere mezzo vuoto ma riesco solo a pensare che rimarrà solo un buon proposito e non sarà mai tramutata in legge. Forse è solo una mia impressione ma credo che l’approvazione sia stato solo un mero calcolo di politica internazionale infatti i grandi stati oppositori sono rimasti alla finestra mandando allo scoperto i piccoli stati satelliti. A nessuno di loro conveniva esporsi più di tanto in questo momento: gli USA (con la campagna presidenziale in corso), la Cina (che ospita le olimpiadi e vuol dare di se un’idea “nuova”), l’India (che vuole accreditarsi al mondo come nuova potenza locale) e per finire la Russia non avevano nessuna intenzione di bloccarla tanto cosa hanno da perdere? Lo ripeto spero di sbagliarmi ma sarò veramente contento quando il bicchiere sarà completamente pieno.

12月18日

povera Heidi ...

Cito da repubblica “Per stare a Istanbul Heidi si è coperta gli allegri mutandoni bianchi. I media turchi lanciano l’allarme sulla progressiva islamizzazione del Paese, che ha fatto sì che la traduzione del libro della svizzera Johanna Spyri sia pubblicata con illustrazioni molto diverse dall’originale. La bambina delle Alpi, diventata famosa in Italia nel 1978 grazie ai cartoni animati realizzati in Giappone, appare nel libro pubblicato dalla casa editrice turca Karanfil con il vestitino molto più lungo.È ancor più evidente l’adattamento di altri personaggi della storia al gusto islamico: nelle illustrazioni turche l’istitutrice che Heidi trova a Francoforte, la signorina Rottermeier, e la nonna della sua amica Clara portano il velo e vestitoni lunghi al posto delle vaporose camicie ottocentesche originali. Per dirla con il quotidiano turco Aksam, le donne della storia indossano, oltre all’hijab, abiti del tutto simili a quelli “tanto amati dai musulmani più osservanti”.

In poche parole la svizzera ottocentesca dipinta dalla versione turca di Heidi assomiglia nei disegni e nei colori al vecchio impero ottomano peccato che tutto ciò strida con i verdi pascoli alpini :-)

12月6日

Tetris e Space Invasion

utilizzando le luci degli edifici :-) l'idea è venuta agli studenti di ingegneria della Tampere University of Technology che hanno sviluppato un software in grado di comandare le luci del loro dormitorio da un cellulare magari Nokia.....In attesa delle nostre students dorm house ecco cosa hanno combinato

 

    

 

11月30日

Silenzio ora parla la storia

 

Riprende il dialogo tra israeliani e palestinesi, a mio avviso più per paura del "nuovo" Iran, che per vera convinzione e volontà politica. Come al solito l'Europa resta sempre alla finestra "perchè sporcarsi le mani ?" comunque qualsiasi sia il motivo l'importante è andare avanti. Ora qualsiasi soluzione che non sia la PACE creerebbe più danni che l'attuale situazione di stagnazione quindi tutti incrociamo le dita e in qualsiasi dio voi crediate, se ci credete, è il momento di pregare

 

  
 
11月28日

NYC Sewer

Lo sapevate che i  tombini che centinaia di migliaia di persone calpestano ogni giorno lungo le strade di New York City  sono il frutto del lavoro di decine di operai indiani costretti a lavorare senza alcuna protezione, comprese le scarpe.

Un'inchiesta del New York Times ha portato a galla le terribili condizioni di lavoro delle fonderie della  Shakti Industries di Haora che lavora per conto della Con Edison e per una delle più grandi aziende elettriche di tutti gli Stati Uniti, e per il dipartimento di protezione Ambientale di New York, ma anche per le città di New Orleans e Syracuse. negli Stati Uniti.

Alla domanda del perché tutto ciò Mark Daly, direttore delle comunicazioni del dipartimento dei Servizi Amministrativi, ha precisato che le leggi dello stato esigono che il comune compri i prodotti meno costosi presenti sul mercato, sempre che essi rispondano ai requisiti richiesti. Un tombino fabbricato in India può costare, infatti, dal 20 al 60 per cento in meno che uno prodotto in america.

 

:-(    peccato che i comuni americani non debbano pagare anche le spese mediche degli operai indiani :-( 

 

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11月17日

merito NO grazie

Nel 2001 fu pensato dai politici dell’epoca, ops gli stessi di adesso, di riorganizzare il fatidico Rientro dei cervelli dall’estero. A tal scopo il Ministero dell’Università e della Ricerca organizzo una serie di misure legislative con l'obiettivo di convincere i giovani che svolgevano la loro attività di ricerca all’estero a rientre in italia. Secondo tali norme i ricercatori potevano contare su un contratto quinquennale che sarebbe stato un primo passo verso l’inserimento nelle strutture accademiche italiane.

Ora, allo scadere dei primi cinque anni del progetto, il Ministero dell’Università ha stanziato 3 milioni di euro in un anno per coprire il 95% degli stipendi di quei ricercatori per cui i dipartimenti di riferimento si erano espressi con note positive in merito all’inserimento nell’organico. Fin qui niente di strano se non fosse che buona parte di questi finanziamenti sono rimasti inutilizzati perché il senato accademico di molte Università ha vissuto il programma di rientro dei cervelli come una forzatura istituzionale per "fare saltare la coda", così si legge sulla rivista Nature, a ricercatori che vengono da fuori a danno di coloro che, in Italia, da anni aspettano di avere un posto all'interno dell'Università. Nonostante, dunque, la volontà dei direttori dei dipartimenti in cui molti dei 460 giovani ricercatori prestano attività a confermare i cervelli nostrani rientrati cinque anni fa, la loro candidatura non è stata accettata.

Il Consiglio Nazionale delle Università, inoltre, ha espressamente dichiarato che i partecipanti al programma del "rientro dei cervelli" dovevano essere considerati, per legge, alla stessa stregua dei ricercatori stranieri che decidono di lavorare in Italia. Questo vuol dire che possono concorrere per una posizione che sia simile a quella che occupavano nel paese di provenienza. Per i giovani ricercatori, molti dei quali avevano all’estero delle borse di post-dottorato, questo vuol dire non poter concorrere neppure per posti da ricercatore in Italia. Un vizio formale, un cavillo, che rischia di rendere inattuabile lo scopo ultimo del programma: quello, cioè, di far rientrare in maniera stabile nel nostro paese i giovani che le nostre università hanno formato e che da troppi anni sono costretti ad emigrare.

 

Ora io non so se le persone "rientrate" siano migliori o pegiori di quelle rimaste in Italia ma mi domando non  è più semplice organizzare dei concorsi per MERITO aperti a TUTTI coloro che abbiano le carte in regola per partecipare????

 
11月12日

Oggi il mio pensiero va...

ai ragazzi italiani che hanno perso la vita il 12 novembre 2003 a Nāşirīyah e alla popolazione civile di quel martoriato paese che ancora oggi non ha trovato la sospirata pace che merita.
 

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11月4日

POMPEI Ciao Ciao

Pompei è una tappa obbligata nella formazione di ogni buon campano alzi la mano chi, abitando nella nostra ridente regione, non sia andato almeno una volta a visitare i famosi scavi. Bè anche io sono uno do quelli e hai me ho anche dedicato più di sei mesi a lavorare con gli archeologi per catalogare e rilevare l'intera area ora scopro che tutto quel lavoro è stato inutile anzi peggio inutilizzato. ?

clicca sull'immagine per vedere il filmato

  

PS: stavo pensando di scrivere alla SETTE per chiederle un rimborso visto che senza di noi non avrebbero materiale a sufficienza per l'intera stagione televisiva; voi  cosa ne pensate

11月2日

Per non dimenticare....

i soldati della PRIMA GUERRA MONDIALE, di ogni Patria, che hanno sacrificato la loro vita per un ideale giusto o sbagliato. Con la speranza che il ricordo allontani da noi il desiderio di riprovarci ancora perchè purtoppo la guerra non fa grande nessuno ma annichilisce tutti.
10月31日

Mentre i bambini aspettano Babbo Natale...

 

Be fino a poco tempo fà mi sarei accontentato di aspettare insieme ai miei cuginetti i regali del vecchio grassone con la barba bianca e il tutu rosso ma ora ho 59milioni di motivi per aspettare il 29 Dicembre.

Volete saperne di più allora ascoltate http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=15&id=1213

E se non vi và posso sempre invitarmi a Castiglione del Genovesi  al torneo di play station più caro ops volevo dire più ricco che io conosco a questo paesello abbiamo regalato TUTTI NOI circa 200000 Euro (minuto 7:29 del video). Badate bene nulla da eccepire sullo stanziamento ma solo sulla motivazione e sullo scopo va be giochiamoci su :-)

10月24日

Discussione su leggo

 

Citazione

leggo
Il golpe bianco
 


Costituzione della Repubblica Italiana, art. 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”. Art. 25:“Nessuno può esser distolto dal giudice naturale precostituito per legge”. Art. 101: “La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge”. Art. 104: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”. Art. 107: “I magistrati sono inamovibili”.

E’ ancora in vigore, la Costituzione della Repubblica Italiana che sta per compiere 60 anni? Sì, formalmente lo è ancora. Di fatto, non più. Quel che sta accadendo tra Roma e Catanzaro è una sorta di golpe bianco che, diversamente dai golpe-golpe, mantiene la parvenza della legittimità.

Il ministro della Giustizia ha la facoltà di ispezionare un magistrato, di proporlo al Csm per una sanzione disciplinare o per un trasferimento immediato. Il procuratore capo ha la facoltà di revocargli la delega su un’indagine e il procuratore generale di avocargli un fascicolo. Nessuno ha violato la legge, nella guerra scatenata da pezzi del potere politico e giudiziario contro il pm Luigi De Magistris. Tutte le carte sono a posto, anche se il risultato finale di queste azioni legittime è clamorosamente incostituzionale.

Anche lo smantellamento del pool antimafia di Falcone e Borsellino, vent’anni fa, fu affidato a quelli che Alfredo Morvillo, magistrato e cognato di Falcone, definì “i professionisti della carte a posto”. Anche allora pezzi di potere politico, giudiziario e malavitoso chiusero violentemente la stagione delle indagini che stavano alzando il tiro ai piani superiori, ma senza mai mettere il piede in fallo: tutto formalmente ineccepibile. Paolo Borsellino denunciò tutto in una drammatica intervista all’Unità e a Repubblica, e fu trascinato a discolparsene dinanzi al Csm. Il deviato era lui che aveva parlato, non i professionisti delle carte a posto che stavano uccidendo la lotta alla mafia. Oggi i deviati sono De Magistris e Clementina Forleo, per aver denunciato in tv l’isolamento dei giudici che s’imbattono nei reati dei potenti.

Archiviata frettolosamente la breve parentesi del pool Mani Pulite e del pool antimafia di Caselli, dalla metà degli anni '90 i professionisti delle carte a posto son tornati a colpire: prima con la Bicamerale e le leggi ad personas dell’Ulivo (1996-2001), poi con quelle ad personam di Berlusconi (2001-2006), tentando di riscrivere la Costituzione, l’ordinamento giudiziario, il codice penale e di procedura cosicchè la legge non fosse più uguale per tutti. Ma sono riusciti soltanto a sfasciare la giustizia per tutti. Non ad abrogare l’articolo 3, contro il quale – grazie al rigore della Corte costituzionale e alla schiena dritta di pochi magistrati – si sono infrante decine di leggi-vergogna. Così, da un anno e mezzo, si è tornati all’antico. Alle vecchie veline e vaseline democristiane, che non toccavano né la Costituzione né i codici, anzi formalmente li rispettavano e li ossequiavano. Come ai tempi del fascismo, che non toccò la giustizia ordinaria ma si limitò ad affiancarle il Tribunale speciale per i delitti politici. Tanto si sapeva che una magistratura culturalmente e socialmente omologata alle classi dirigenti, perlopiù asservita o intimidita dagli altri poteri, avrebbe saputo isolare le eventuali “teste calde”. Poi, quando a fine anni 60 spuntarono i primi magistrati di nuova generazione e si misero in testa di far rispettare la legge anche dai politici, dagl’imprenditori e dagli apparati dello Stato, furono bollati come “pretori d’assalto” e “toghe rosse” per isolarli come “deviati” dalla corporazione togata: quella “buona”, che non vede-non sente-non parla. La casta degli ermellini fece il resto: i procuratori capi levavano le inchieste ai pm troppo indipendenti, i procuratori generali le avocavano, la Cassazione le trasferiva nei porti delle nebbie e delle sabbie perchè riposassero in pace. Fu così per le schedature alla Fiat, per piazza Fontana, per la loggia P2, per i fondi neri dell’Iri e così via. Poi, grazie al ricambio cultural-generazionale e a un ordinamento giudiziario che affidava non più ai capi,ma a tutti i pm il “potere diffuso” dell’azione penale, la magistratura divenne qualcosa di simile a quanto previsto dai costituenti. E la legge, almeno ogni tanto, sembrò davvero uguale per tutti.

Ora si torna all’antico. Mastella, che viene da lontano e ha tra i suoi consiglieri Giulio Andreotti, l’ha capito. Si è subito garantito la non belligeranza delle correnti dell’Anm, imbottendo il ministero di loro rappresentanti. Infatti, dopo un anno e mezzo di disastri e di malcontento dei magistrati di base, il sindacato delle toghe non ha scioperato nemmeno un minuto. Nemmeno quando, tradendo le promesse, il governo ha mandato in vigore l’ordinamento giudiziario Berlusconi-Castelli con qualche ritocco che non sfiorava i punti che più ledono l’indipendenza della magistratura: pieni poteri ai procuratori capi e generali, che tornano padroni assoluti dell’azione penale, con facoltà di revoca e di avocazione dei fascicoli; ampi poteri al ministro, compreso quello di chiedere al Csm il trasferimento urgente dei magistrati. L’ordinamento Berlusconi-Castelli-Mastella passa a fine luglio 2007. De Magistris è la prima cavia che ne sperimenta sulla sua pelle entrambe le deliziose novità. Scopre un comitato d’affari che si spartisce miliardi europei per depuratori mai fatti (inchiesta “Poseidone”) e ruota attorno a politici di destra e sinistra. Tra questi, l’onorevole forzista Giancarlo Pittelli, socio del figlio della convivente del procuratore Mariano Lombardi. Per mesi il pm è bersaglio d’interrogazioni parlamentari. Una sua perquisizione va a vuoto perché gl’indagati hanno avuto una soffiata: una fuga di notizie che De Magistris attribuisce proprio dal procuratore Lombardi. Che, appena viene indagato l’amico Pittelli, toglie il fascicolo “Poseidone” a De Magistris.

Questo, intanto, porta avanti un’altra indagine (“Why not”) su altri fiumi di denaro drenati da un altro comitato d’affari: politici, massoni, faccendieri e ufficiali, alcuni legati (anche telefonicamente) a Prodi e a Mastella. Qualcuno dalla Procura passa a “Panorama”, settimanale berlusconiano, la notizia che Prodi è indagato e Mastella è stato indirettamente intercettato con due indagati eccellenti: il numero due della Compagnia delle Opere Antonio Saladino e l’ex piduista Luigi Bisignani. Mastella sguinzaglia gl’ispettori contro De Magistris, che è vittima delle fughe di notizie ma ne viene incolpato lui stesso. Poi chiede al Csm il suo trasferimento cautelare urgente. Dice che è “un atto dovuto”, imposto dalla legge. Ma la legge l’ha fatta lui e non gli impone un bel nulla: gli dà semplicemente facoltà. Il Csm non ravvisa alcuna urgenza e rinvia tutto al 17 dicembre. Il pm si rimette all’opera e si avvia a chiudere l’indagine con l’ultimo atto imposto dalla legge: l’iscrizione di Mastella per truffa, abuso e finanziamento illecito. Ma anche questo atto segreto finisce sui giornali, anzi su uno: “Libero”, dove si occupa della faccenda Renato Farina, il giornalista-spione che prendeva soldi dal Sismi ed è molto legato alla Compagnia delle Opere. Senza quella fuga di notizie illecita, nessuno – tranne i vertici della Procura – saprebbe che Mastella è indagato. Grazie alla fuga di notizie, un soggetto non titolato a sapere, il procuratore generale Dolcino Favi, viene informato e avoca il fascicolo “Why not”. Motivo: il pm è “incompatibile” in quanto “personalmente interessato” all’inchiesta. In pratica ce l’avrebbe con Mastella che ha chiesto il suo trasferimento. Così le cause si confondono con gli effetti: il ministro persecutore diventa perseguitato e il pm perseguitato diventa persecutore. Ma, formalmente, le carte sono a posto. Il Pg ha preso una decisione che poteva prendere, anche se non ne aveva motivo. E, anche se ha sbagliato, cosa fatta capo ha. L’inchiesta “Why not” dovrà ripartire da capo nelle mani di un sostituto Pg che impiegherà mesi per studiarsi gli atti e già sa cosa gli capiterà se sposerà la linea De Magistris: verrà a sua volta attaccato, ispezionato, deferito al Csm, proposto per il trasferimento. Dunque, se non è masochista, gli conviene lasciar perdere, voltarsi dall’altra, archiviare. Il golpe bianco è compiuto. La Costituzione è ribaltata, senza neppure sfiorarla.

Ora De Magistris si appella al presidente del Csm, cioè al capo dello Stato. Un altro presidente della Repubblica e del Csm diceva: “Oggi la nuova Resistenza consiste nel difendere le posizioni che abbiamo conquistato, nel difendere la Repubblica e la democrazia. Oggi ci vogliono due qualità: l’onestà e il coraggio. Quindi l’appello che faccio ai giovani è questo: cercate di essere onesti prima di tutto. La politica dev’essere fatta con le mani pulite! Se c’è qualche scandalo, se c’è qualcuno che dà scandalo, se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato”. Si chiamava Sandro Pertini.
 
10月22日

Voi fareste mai beneficenza a BERLUSCONI? io NO

Supponiamo che alla stazione di Milano o di Napoli scendendo dal vostro treno si avvicini un signor vestito con cappotto di Armani, Rolex d’oro, occhiali e scarpe Prada e vi chiedesse l’elemosina voi che fareste?

Io rimarrei quanto meno perplesso e non so come mi comporterei magari penserei ad una ben organizzata Candit camera e magari mi farei una bella risata.

Be tutto questo in realtà accade ogni anno quando qualcuno di noi decide di versare 8x1000 alla chiesa cattolica infatti citando l’inchiesta del giornale la Repubblica :

Su cinque euro versati dai contribuenti, la conferenza dei vescovi dichiara di spenderne uno per interventi di carità in Italia e all'estero (rispettivamente 12 e 8 per cento del totale). Gli altri quattro euro servono all'autofinanziamento. Prelevato il 35 per cento del totale per pagare gli stipendi ai circa 39 mila sacerdoti italiani, rimane ogni anno mezzo miliardo di euro che il vertice Cei distribuisce all'interno della Chiesa a suo insindacabile parere e senza alcun serio controllo, sotto voci generiche come "esigenze di culto", "spese di catechesi", attività finanziarie e immobiliari. Senza contare l'altro paradosso: se al "voto" dell'otto per mille fosse applicato il quorum della metà, la Chiesa non vedrebbe mai un euro

E questo sarebbe ancora accettabile se non fosse che (sempre da Repubblica) : “la Chiesa cattolica costa in ogni caso ai contribuenti italiani almeno quanto il ceto politico”

Che sono sicuramente ben spesi visto che “Oltre quattro miliardi di euro all'anno, tra finanziamenti diretti dello Stato e degli enti locali e mancato gettito fiscale. La prima voce comprende il miliardo di euro dell'otto per mille, i 650 milioni per gli stipendi dei 22 mila insegnanti dell'ora di religione ("Un vecchio relitto concordatario che sarebbe da abolire", nell'opinione dello scrittore cattolico Vittorio Messori), altri 700 milioni versati da Stato ed enti locali per le convenzioni su scuola e sanità. Poi c'è la voce variabile dei finanziamenti ai Grandi Eventi, dal Giubileo (3500 miliardi di lire) all'ultimo raduno di Loreto (2,5 milioni di euro), per una media annua, nell'ultimo decennio, di 250 milioni. A questi due miliardi 600 milioni di contributi diretti alla Chiesa occorre aggiungere il cumulo di vantaggi fiscali concessi al Vaticano, oggi al centro di un'inchiesta dell'Unione Europea per "aiuti di Stato". L'elenco è immenso, nazionale e locale. Sempre con prudenza si può valutare in una forbice fra 400 ai 700 milioni il mancato incasso per l'Ici (stime "non di mercato" dell'associazione dei Comuni), in 500 milioni le esenzioni da Irap, Ires e altre imposte, in altri 600 milioni l'elusione fiscale legalizzata del mondo del turismo cattolico, che gestisce ogni anno da e per l'Italia un flusso di quaranta milioni di visitatori e pellegrini. Il totale supera i quattro miliardi all'anno, dunque una mezza finanziaria, un Ponte sullo Stretto o un Mose all'anno, più qualche decina di milioni.”

1755647 autore: Altan

10月15日

Ho qualche problema con i NOBEL …

 

Ho sempre pensato che il NOBEL sia una cosa seria e che chi lo vincesse, come anche le persone che lo assegnano, fossero al disopra di “ogni ragionevole dubbio” .

Tuttavia l’assegnazione del premio nobel per la pace all’Ex vice presidente Albert Arnold Gore mi lascia senza parole.

Io ho letto le motivazioni e a dire il vero non le ho proprio capite e più mi sforzo più mi allontano dall’agognato risultato. Io non riesco a dare risposta a queste domande: 

          - che cosa centra la difesa dell’ambiente con il NOBEL per la PACE?

- che hanno in comune Al Gore, Yitzhak Rabin e Nelson Mandela ? (Tanto per citare i primi che mi vengono in mente).    

- se le sue teorie sono tanto all’avanguardia perché non dargli il nobel per la FISICA Sorriso ?

- ci siamo dimenticati che lui era il più falco dei falchi tra i democratici quando bisognava attaccare l’IRAK? (che strano pacifista)

- quale politica a favore della pace ha messo in campo quando aveva veramente il potere politico di imporla?

Se continua così allora anche Bush ha qualche speranza di ambire al nobel......e poi dicono che i raccomandati sono solo gli italiani

marchio-pace

10月2日

Damocratici in casa DITTATORI all'estero

 

  "non sono daccordo con quanto dici ma mi batterò fino alla morte affinchè tu lo possa dire" (Voltaire)

Per chi vive in una democrazia o presunta tale questo motto dovrebbe essere considerato uno dei punti fermi nella vita di un uomo. Un assioma assoluto che regoli l'intersezioni delle singole vite e dal quale ognuno non puo' transigere.

Invece democratici di provincia ci accontentiamo di curare il nostro orticello sensa pensare che in altre parti del mondo c'e' gente che ha bisogno di tutto l'aiuto possibile per affermare un semplice diritto quello alla LIBERTA'.